! ! ! ! !
Viaggi Oktoberfest e Cannstatter 2019
viaggi@birramaniaci.com
02.56567992
327.1493890
informazioni utili

L’arte in Baviera – dal Medioevo alla Controriforma

Dalle antiche abbazie al design d’avanguardia: I cento volti dell’arte bavarese

Molteplici e sfaccettate, perché rispecchiano in qualche modo le varie anime della popolazione, le diverse forme che l’arte ha assunto in Baviera hanno trovato nella religione un significativo fattore di coesione. Tanto che si può dire che, sin dalle origini, limiti espressione artistica e culturale in Baviera è stata influenzata dalla forli devozione dei suoi abitanti.

Nella Baviera degli Agilofingi e dei Carolingi

A parte alcune scarse tracce di insediamenti romani le prime testimonianze artistiche e culturali risalgono all’VIII – IX secolo, quando monaci di origine irlandese iniziano a convertire e a colonizzare l’Alta Baviera con le prime abbazie. di cui poche tracce sono rimaste. Proprio a cavallo tra VIII e IX secolo si collocano due opere fondamentali per la storia della lingua tedesca: das Wessobrunner Gebet (una poesia sulla creazione del mondo) e il Muspilli (una composizione sulla fine del mondo e sul giudizio universale). Il periodo carolingio non lascia molti documenti artistici, poiché il territorio bavarese è considerato periferico rispetto all’attuale Francia e alle zone lungo il fiume Reno; ma le abbazie continuano a essere i veri centri propulsori.

La stagione del romanico

Solo intorno al Mille si incomincia a edificare ispirandosi a un acerbo stile romanico. Le città sedi vescovili e le abbazie benedettine diventano le colonne portanti di questo pendo: Ratisbona, Augusta, Bamberga si arricchiscono di chiese e di edifici civili, diventando centri culturali e religiosi di prestigio. Il romanico giunge alla piena e matura realizzazione in Baviera solo verso il xii secolo, codificando uno dei suoi elementi tipici: la grande navata allungata cui si affiancano due possenti torri. Funge da modello per le architetture di tutta la regione l‘abbazia di Hirsau nella Foresta Nera, da dove aveva avuto origine la riforma cluniacense in Germania, che prevedeva nuove regole liturgiche e, quindi, una nuova concezione della chiesa abbaziale, con forte enfasi sul coro, sistemato nel transetto. Inoltre, si inizia a decorare i luoghi di culto con portali e colonne gremite da sculture fantastiche, che fondono spunti tardo-romanici, bizantini e germanici.
Dal punto di vista letterario, il passaggio al secondo millennio è segnato da due opere di contenuto completamente diverso: il Ruodlieb è un romanzo in versi latini di tema cavalleresco, il cosiddetto Ezzolied ha invece argomento religioso. Caratteristica del periodo è la poesia goliardica dei chierici viaggianti, una tradizione certamente non solo bavarese; la primavera e l’amore, la lontananza e la nostalgia di casa, i piaceri conviviali costituiscono alcuni degli argomenti di canti, composti in un latino facilmente comprensibile – e spesso mescolato al tedesco – che vengono raccolti da uno sconosciuto monaco nei Carmina Burana.

Tra il gotico di Bamberga e l’epos dei Nibelunghi

Il passaggio dal tardo romanico al primo gotico è contraddistinto nel XIII secolo dalla costruzione dell’imponente Dom di Bamberga dopo che un incendio aveva distrutto il precedente nel 1185; si mantenne la struttura romanica ottoniana, ma vi sono segni della nuova arte importata dalla Francia dai Cistercensi. Il rilievo, la scultura si svincolano ora dall’architettura e vivono una vita propria. L’esempio più illuminante è la statua del Cavaliere, opera di uno sconosciuto maestro e simbolo del cavaliere medievale, senza patria né confini. Questa figura, in effetti, domina il XII e il XIII secolo. Un cavaliere animato da spirito religioso, ma anche dai sentimento più mondano dell’amore. Ecco dunque, sulla scia dei Carmina Burana, il Minnesang, la lirica d’amore che va affermandosi anche in territorio bavarese e del quale è massimo poeta Walther von der Vogelweide. La letteratura del tempo è caratterizzata dai grandi poemi epici. Il Parzival e il Canto dei Nibelunghi ne sono due validi esempi in lingua tedesca. Entrambi sono originari del sud della Germania: la prima è opera di Wolfram von Eschenbach, bavarese; la seconda proviene forse da Passau, forse dalla Renania.

Nuove tendenze artistiche per nuove città

Gotico era il termine utilizzato nel rinascimento per definire lo stile che seguiva cronologicamente il romanico e ‘violava’ gli amati standard classici greco-romani. Significava proveniente dal popolo barbaro dei goti, così antitetico al mondo classico, e caratterizzava le Cattedrali con lo slancio, con torri svettanti in filigrana, con una struttura quasi smaterializzata, con mura alleggerite da ampie vetrate, con pilastri compositi che sorreggono volte ad arco acuto. Uno stile, il gotico, che arriva in Germania – in particolare in Baviera – nel ‘200, per svilupparsi nei due secoli successivi. Stanno allora fiorendo nuove città (si pensi a Norimberga, Rothenburg ob der Tauber, Dinkelsbuhl, Nordlingen), in concorrenza con le antiche Reichsstadte (città imperiali), dove va consolidandosi una borghesia operosa, impegnata a costruire gli edifici più significativi: la Cattedrale e il Rathaus (Municipio). La tipica città bavarese è impostata sulla lunga e arnpia Hauptstrasse (via principale), chiusa alle estremità da torrioni e da mura; queste cingono un reticolo di viuzze dove si trovano le abitazioni private, per la maggior parte in legno.
Negli abitati, in forte espansione demografica, si stabiliscono anche i nuovi ordini religiosi mendicanti, sia Francescani sia Domenicani. La loro presenza risulta estremamente importante per l’aspetto etico-religioso, scientifico e artistico, conferendo proprio in quest’ultimo grande impulso allo sviluppo dell’arte gotica. Le loro chiese, ubicate in città a differenza delle abbazie, indicano chiaramente le finalità dell’edificio: un grande, semplice spazio per riunirsi, pregare e divulgare la buona novella. La costruzione del nuovo Dom di Ratisbona segna uno dei primi tentativi bavaresi di avvicinarsi al modello di Cattedrale francese. Norimberga, dove è la ricca borghesia a finanziare luoghi di culto ed edifici, è ricca di esempi di architettura gotica: le chiese di St. Sebald e di St. Lorenz, per esempio, nessuna nata come Cattedrale pur avendone entrambe le caratteristiche.
Anche l’arte figurativa, in parallelo, si evolve. La pittura acquista un registro più popolare a inizi ‘300 con pannelli lignei intesi come ornamenti di altari, con sfondi in oro e figure stilizzate e un po’ statiche. Nell’arte plastica le figure, che sullo scorcio del XIII secolo erano idealizzate, diventano più caratterizzate, più espressive. La ricchezza del sentimento religioso del tempo si esprime nei crocifissi e nelle statue degli altari, sulla scia del cosiddetto WeicherStil (stile morbido o internazionale) proveniente dalla Boemia. Ricchi drappeggi che inventano la figura, l’abito leggiadro, il capo reclinato: così si presenta la Schòne Madonna, soggetto ricorrente di questo stile.
E’ anche il momento degli intagliatori del legno, che creano per le chiese grandi altari e preziosi scranni per il coro. E di Veit Stoss il Vecchio e Tilman Riemenschneider, molto attivi soprattutto nella Germania meridionale. Il primo, di cui in St. Lorenz a Norimberga si può ammirare l’Englische Gruss (saluto dell’angelo nell’Annunciazione), modellò crocifissi e altari con figure estremamente plastiche e realistiche, quasi drammatiche. Il secondo amava lavorare il legno più della pietra, poiché gli permetteva di plasmare figure aggraziate, idealmente in perfetta armonia le une con le altre (si pensi alla miriade di altari lignei che l’artista ha disseminato in Franconia), ed è con lui che inizia il passaggio dal gotico al Rinascimento.

L’epoca d’oro della pittura

Intorno al 1500 anche il mondo tedesco viene influenzato dalle nuove tendenze culturali provenienti dall’Italia. Ma, come tutto il Nord europeo, risponde con un certo ritardo, come se si ritenesse ancora vincolato alle forze e alle istituzioni medievali che mettevano in secondo piano l’abilità dell’individuo esaltando invece il lavoro corporativo.
li passaggio dal XV al XVI secolo coincide nel sud della Germania con gli splendori della pittura. Mathias Grunewald, Albrecht Durer, Hans Holbein il Vecchio e il Giovane, Albrech Alidorfer e Lucas Cranach il Vecchio ne furono, in modo diverso, i protagonisti. Di Grunewald, probabile pseudonimo di Mathis Neidhart Gothart, sappiamo poco, ma conosciamo bene le sue opere, così espressive ed energiche. Durer è sicuramente il più rinascimentale dei pittori bavaresi colui che più si avvicina, in modo assolutamente personale, ai maestri italiani. Altdorfer rappresenta in maniera più significativa la Scuola danubiana, che valorizza il paesaggio, protagonista del dipinto e non solo elemento decorativo. Anche Cranach il Vecchio dimostra grande interesse per la natura, in particolare per il rapporto uomo-natura, rappresentati in una sorta di simbiosi. Degli Holbein, Hans il Giovane è ricordato come fine ritrattista di nobili presso la corte inglese, dove si era stabilito.

Tra Riforma e Controriforma

La metà del XVI secolo vede un vero e proprio ricambio generazionale. Ma anche la conclusione di un’epoca di unità concettuale e religiosa fatta di certezze. La Riforma, lo spauracchio delle guerre di religione e la crisi nell’ordine sociale e nell’organizzazione dello stato hanno forte ripercussione sulle espressioni artistiche. Architetti, pittori, scultori seguono gli antichi maestri ‘alla maniera di’, non di rado apportando nuove idee. Ciò risulta evidente soprattutto negli edifici, d’impronta classica ma con arricchimenti originali: come frontoni, cupole a cipolla, decorazioni di soggetto naturalistico, balconi decorati. L’architettura profana vive un vero e proprio boom. Monaco, ad esempio, comincia ad assumere l’aspetto di città residenziale dei Wittelsbach. La costruzione di edifici civili ne modella la fisionomia. Il Rathaus assume le forme più svariate e fantasiose, miscelando la tradizione locale e la lezione dei classici; un esempio fra tanti è il municipio di Augusta, opera di Elias Holl. Il castello non è più una fortezza, ma una residenza, che esprime tutto il prestigio del proprietario. Destò allora molta ammirazione lo scenografico castello di Aschaffenburg, per la struttura massiccia.
Per quanto riguarda l’architettura religiosa, l’indebolimento delle certezze e la mancanza di famiglie di maestri costruttori, alla cui opera si dovevano le Cattedrali gotiche, fanno sì che non si possa parlare di uno stile ben preciso, quanto piuttosto di un insieme di elementi classici e gotici. La chiesa gesuita di St. Michael a Monaco è l’esempio più riuscito di questo periodo, un’interpretazione tardo-rinascimentale del Gesù di Roma. Tale ordine è protagonista della Controriforma e riporta la Baviera, con i confini di allora, nell’abbraccio della Città eterna. Anche il teatro raggiunge alti livelli: musica, danza, costumi, tutto è finalizzato al racconto religioso. Ma il trionfo della musica sulla parola è un grosso segnale di novità. Il primo nome importante è quello di Orlando di Lasso, che, dopo varie soste in Italia — a Roma conobbe Giovanni Pierluigi da Palestrina che divenne suo allievo — arrivò a Monaco dove fu nominato tenore di corte.

I commenti sono stati disabilitati.

Parti per l'Oktoberfest!

Tantissime Soluzioni di Viaggio per l'Oktoberfest dalla tua città da soli 60€!

Già 60000 persone hanno viaggiato con NOI! Cosa aspetti? Fallo anche TU!

Trova il Viaggio Non aprire più

You have Successfully Subscribed!

! ! ! ! !